Ritrovata in teatro a Fidenza la camera acustica originale di Girolamo Magnani

Una scoperta eccezionale restituisce a Fidenza la camera acustica che probabilmente apparteneva alla dotazione scenotecnica del Teatro Magnani fin dalla sua inaugurazione e che oggi, sopravvissuta al tempo, costituisce uno dei rari esempi al mondo.
«E’ un momento significativo per la città. Fidenza può guardare al futuro se fa tesoro del proprio passato e proprio per questo faremo di tutto per mantenere vivo il nostro patrimonio artistico e culturale», ha detto il sindaco Mario Cantini alla conferenza stampa tenutasi stamani al Ridotto del Teatro Magnani per illustrare il ritrovamento della camera acustica e il relativo progetto di restauro e valorizzazione.
«Con questo stupefacente recupero, il Comune di Fidenza si prepara a festeggiare il 150° anniversario dell’apertura del teatro municipale. – ha spiegato l’assessore alla cultura, Lina Callegari - Sono infatti state ritrovate le grandi tele che compongono la camera acustica ideata e dipinta da Girolamo Magnani, l’artista decoratore di teatri e grande scenografo dell’Ottocento, che Verdi giudicava “il primo d’Italia” e volle accanto a sé alla Scala di Milano per la mise en scene di Aida».
Girolamo Magnani, che era nato a Borgo San Donnino nel 1815 e solo con il sostegno dei concittadini aveva potuto seguire gli studi all’Accademia parmense, dimostrò grande gratitudine alla sua città impegnandosi a seguire la costruzione la teatro e soprattutto a realizzare tutti gli apparati decorativi. Quando il teatro fu inaugurato, il 26 ottobre 1861, Magnani ricopriva l’incarico di direttore scenografo del Teatro Regio di Parma dal 1853 e aveva già acquisito fama ed esperienza come maestro di ornato e decorazione. Mentre le cronache del tempo hanno fornito ampie notizie sull’evento inaugurale e quindi sulla rappresentazione del “Trovatore” di Verdi con le scene dipinte da Magnani, della camera acustica non era mai stata fatta alcuna descrizione.
«Solo ora si è in grado di comprendere il valore storico e ammirare la qualità artistica di questi grandi dipinti, 330 metri quadrati di tele, complessivamente in discreto stato di conservazione, che peraltro riportano lo stemma di Borgo San Donnino riprodotto ai quattro angoli delle tele relative al soffitto della sala – ha spiegato l’esperta di storia dell’arte, Maurizia Bonatti Bacchini – Si dice che Magnani abbia dipinto oltre 500 scene, ma a noi sono pervenuti solo due sipari; ecco perché il ritrovamento della camera acustica è straordinario».
Si tratta di dieci grandi tele montate su telai lignei – più altri pannelli di completamento e due tele avvolte – destinate a creare sul palcoscenico una proiezione trompe l’oeil del teatro stesso, con la ripresa di tutti i motivi decorativi e con una ricca figurazione policroma e a monocromo. La corrispondenza fra i temi iconografici e i soggetti allegorici, già ripercorsi anche nella sala del Ridotto, sono evidenziati dalla grande vivacità cromatica, raccordata con la ricchezza delle parti in oro.
«Considerato che le scene dipinte per loro natura erano effimere e destinate ad un ineludibile logoramento, il ritrovamento di questa camera acustica, completa e ben conservata, costituisce un vero e proprio “colpo di teatro”, che ci riporta entro la straordinaria magia della teatralità al tempo di Giuseppe Verdi e Girolamo Magnani», ha detto la sopraintendente ai Beni storici, artistici e demoetnoantropologici di Parma e Piacenza, Lucia Fornari Schianchi.
«In occasione della celebrazione dei 150 anni del Teatro Magnani, che coincidono con il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, abbiamo già informalmente preso contatti con l’ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati perché venga opportunamente valorizzata la figura di Giuseppe Verdi come primo deputato della circoscrizione di Borgo San Donnino. Inoltre il fatto che Magnani abbia dipinto il Salone delle feste del Quirinale ci darà il pretesto di contattare la Presidenza della Repubblica, ha annunciato il presidente del consiglio comunale, Francesca Gambarini.
L’INTERVENTO
L’intervento di restauro delle scenografie originali del Magnani, che costituiscono la camera acustica, rientra nel piano triennale dei Lavori pubblici 2010-2012, che prevede anche la motorizzazione dell’impianto scenografico ai fini della sicurezza e delle funzionalità di gestione del teatro. Il progetto si pone in continuità con gli interventi effettuati nelle precedenti annualità, che hanno riguardato il restauro della volta e del Ridotto, ed è finalizzato a valorizzare il pregio storico dell’immobile in occasione delle celebrazioni del 2011.
La camera acustica era posizionata sulla graticcia e non era mai stata movimentata o restaurata. Il ritrovamento è stato asseverato in corso di sopralluogo dalla soprintendente ai Beni storici, artistici e demoetnoantropologici di Parma e Piacenza, Lucia Fornari Schianchi.
Le fasi successive del progetto prevedono il restauro delle scenografie. Le operazioni da mettere in atto comprendono lo smontaggio delle tele e dei telai, il risanamento dei telai, il consolidamento e la sostituzione degli elementi degradati, il risanamento delle tele, il corretto pensionamento e restauro delle parti lacerate, la ricostruzione delle parti pittoriche danneggiate o mancanti.
Una volta restaurate, le scenografie del Magnani dovranno essere adeguatamente valorizzate, ovvero esposte al pubblico e utilizzate per le loro originarie funzioni teatrali. Attualmente la movimentazione delle scenografie avviene manualmente, con la presenza di numerosi tecnici durante le rappresentazioni. Questa modalità operativa risulta, però, poco consona sia per funzionalità che per sicurezza della gestione, soprattutto per il valore delle tele ritrovate. Il progetto prevede pertanto la completa motorizzazione ed automazione dell’impianto scenografico.