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Nove100 Arte, Fotografia, Architettura, Moda, Design Il primo mese di apertura ha dimostrato il grande successo della mostra “Nove100”, che a Parma offre la possibilità di apprezzare una selezione accurata tra gli oltre 12 milioni di opere archiviate della “Collezione infinita” dello CSAC (Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma), il maggiore fondo sul Novecento esistente in Italia. Il centro di documentazione creato da Arturo Carlo Quintavalle e Gloria Bianchino, in questi decenni si è accresciuto moltissimo grazie – ed è un fatto unico per dimensioni e qualità in Italia – alle donazioni degli artisti che scelgono questa istituzione per renderla depositaria delle testimonianze del loro ingegno.
Nel colossale archivio è possibile trovare tutto il ‘900 nelle diverse discipline di espressione umana: arte, fotografia, architettura, moda, design. Ecco alcuni nomi: Schifano, Burri, Novelli, Boetti, Fabro, Ceroli, Guttuso, Fontana, Sironi nell’arte; Armani, Versace, Ferré, Krizia nella moda; Man Ray, Iodice, Ghirri, Giacomelli nella fotografia; Sottsass, Munari, Castiglioni, Mari per il design; Ponti, Nervi, Scarpa, Gardella per l’architettura.
Citare i nomi di tutti gli artisti, stilisti, fotografi, designer, architetti le cui opere compongono la collezione dello CSAC significherebbe stilare un elenco lungo moltissime pagine. Basti dire che nell’Archivio ci sono tutti o quasi i nomi che hanno fatto la storia dell’arte, della fotografia, del design e della moda del secolo appena finito e dell’oggi. In Italia, ma non solo.
Si tratta di una miniera immensa di saperi e di creatività, una raccolta in continuo divenire: è uno dei grandi tesori di Parma che per la prima volta in assoluto viene organicamente presentato al mondo, grazie alla preziosa collaborazione tra Comune di Parma e Università degli Studi di Parma.
Luca Sommi, Assessore alla Cultura del Comune e Direttore del Palazzo del Governatore, dopo il grande successo della mostra su Correggio dello scorso anno (la mostra più visitata in Italia), ha chiesto al curatore Arturo Carlo Quintavalle, a Gloria Bianchino e a tutti i membri dello CSAC di selezionare, per questa grande mostra, una serie di opere di altissimo valore, che possano essere rappresentative dell’Archivio.
Per la prima volta in assoluto, dunque, è in mostra la collezione dello CSAC di Parma che inaugura un nuovo, prestigioso spazio espositivo della città: il restaurato Palazzo del Governatore, nella centralissima Piazza Garibaldi, nel cuore della città. Lo storico edificio ha riaperto con questa esposizione e sarà interamente dedicato all’arte moderna e contemporanea. Il restauro ha consentito il recupero di oltre 3mila metri quadri di superficie espositiva, rendendo così il Palazzo uno spazio di grande prestigio, in grado di ospitare eventi espositivi di livello mondiale.
Qui viene ospitata la sezione “Arte e Fotografia” mentre nelle altre due sedi, Galleria San Ludovico e Scuderie della Pilotta, trovano spazio rispettivamente le sezioni “Moda” e “Architettura e Design”.
Un’appendice della mostra è alla Camera di Commercio, in via Verdi, dove saro esposte alcune significative opere di grande formato.
Curatore della mostra è Arturo Carlo Quintavalle; il progetto d’allestimento è invece affidato a Didi Bozzini. Da sottolineare i due cataloghi di notevole livello qualitativo, a cura del professor Quintavalle, realizzati da Skira.


Le informazioni per visitare la mostra
Nove100
arte, fotografia, architettura. Moda, design
Parma, Palazzo del Governatore
Galleria San Ludovico, Scuderie della Pilotta
Fino al 25 aprile 2010

Apertura: tutti i giorni tranne il lunedì (ad eccezione del lunedì di Pasqua).
Orari: 10 -19. Sabato 10 -24 (ultimo ingresso ore 23).
Prezzi: intero 8 euro; ridotto 5 euro (minori di 18 anni, maggiori di 65, studenti universitari con tesserino, gruppi di adulti oltre le 15 persone, convenzionati). Ridotto Scuole 3 euro. Ridotto Ikea Family 5 euro, nucleo familiare in possesso di Ikea Family 8 euro. Ridotto soci Coop 5 euro.
Prenotazioni: 199 199 111
Info: 0521/218889; 0521/218929.
Con il sostegno di: CAMERA DI COMMERCIO
Con il contributo di: ASCOM, BARILLA SPA, CHIESI, FONDAZIONE CARIPARMA, FONDAZIONE MONTE DI PARMA, PARMACOTTO, PARMAMOTORS, PINKO, REALE MUTUA ASSICURAZIONE, SMEG, UPI;
sponsor tecnici: IL COLLE, ENIA, TECTON; in collaborazione con IKEA, COOP.

Il Palazzo del Governatore a Parma
L’attuale Palazzo del Governatore fu costruito nel 1283 dal podestà fiorentino Tegghia dei Buondelmonti, e già nel 1285 era sede del Capitano del Popolo. La struttura originaria, in stile tardo-romanico, dotata di un porticato al piano terreno, di finestre bifore e trifore al piano nobile e di merlatura nella parte superiore dell’edificio, era composta da due corpi di fabbrica separati da un vicolo denominato "di S. Marco", che, dopo il 1606, venne coperto e trasformato nell'attuale voltone al di sopra del quale venne costruita nel 1673 la nuova torre municipale, in stile barocco, opera di Giovanni Battista Barattieri (1601-1677). La campana della precedente torre municipale, crollata nel 1606, fu collocata nella cella campanaria della nuova torre, ripristinata e in parte modificata prima nel 1709, poi nel 1760. La campana bronzea della torre, realizzata nel XVII secolo, poiché nel corso del tempo è stata intaccata dal formarsi di due crepe, è stata recentemente sostituita da un'omologa moderna.
Nel 1760 Ennemond Alexandre Petitot (1727-1801) intonacò l'edificio del famoso "giallo Parma" e ne ristrutturò il prospetto, prevedendo, tra l'altro, la collocazione nella nicchia della torre di una statua marmorea della Vergine incoronata di stelle da Gesù Bambino, opera di Jean-Baptiste Boudard (1710-1768), statua che però, per motivi economici, non venne mai realizzata; al suo posto si trova da allora il modello in terracotta opera dello stesso scultore, realizzato nel 1761. Nell’angolo del Palazzo verso via Cavour è collocato inoltre il modello del <>.
Nel 1829 furono collocate sulla facciata della torre campanaria, cancellando però alcuni interventi del Petitot, le meridiane a tempo vero e medio, opera di Lorenzo Ferrari (secc. XVIII-XIX) e don Luigi Pazzoni (sec. XIX). All’inizio del XX secolo esse furono radicalmente restaurate mantenendone l’aspetto originario.