Un mondo di presepi nelle Terre Verdiane

Maria, Giuseppe, il bue, l' asinello, e i pastori. Così migliaia di presepi attendono l' arrivo di Gesù bambino. Fatta salva la stalla con la greppia, ciascuno interpreta la natività a suo modo: gli altoatesini con le statuette in legno, i napoletani con una moltitudine di personaggi in terracotta, i lombardi con le statuine policrome. Non meno diffusa è la tradizione dei presepi viventi, inaugurata da san Francesco il 24 dicembre 1223. Nel Cremonese è d’obbligo, per chi non l’ha ancora visitata, una tappa nella casa parrocchiale di Rivolta d' Adda, dov' è conservata la più antica espressione artistica della natività lombarda (un presepe ligneo di Bongiovanni Lupi da Lodi del 1480). Ad Ardola di Zibello, nel “ Mondo Piccolo” di Guareschi, il santuario di San Rocco ospita la quinta edizione della mostra di presepi , con capanne, oggetti in miniatura fatti a mano, e veri e propri “gioielli” da collezionisti. Ormai tradizionale appuntamento di ogni fine anno, anche la mostra di presepi di Monticelli d’Ongina, arrivata alla decima edizione, con una media di circa 5000 visitatori. Molto apprezzata anche “Un mondo di presepi” a Castell’Arquato, una ricca mostra allestita al primo piano del Palazzo del Podestà con le diverse interpretazioni della natività, provenienti da tutto il mondo. Grande forza emozionale scaturisce anche dai presepi viventi: tra tutti segnaliamo quello di Basilicagoiano, presso il Castello di Montechiarugolo, in scena martedì 8 dicembre, e quello di Rivalta, la notte tra il 24 ed il 25 dicembre, dove si possono ammirare anche schiere di soldati romani e figuranti in costumi medievali.