Si sta meglio ad essere gentili

Il 13 novembre è la Giornata della Gentilezza. L’ho scoperto leggendo un articolo di Roselina Salemi sulla Stampa dove si parlava del World Kidness Movement, il Movimento Mondiale per la Gentilezza nato a Singapore nel 1988; l’ho letto a tarda sera e ho passato in rassegna la giornata per ricordare se avevo fatto o ricevuto atti gentili con buona pace per la mia coscienza. Proseguendo nella lettura ho scoperto che la sezione italiana del Movimento ha sede a Parma e, alcuni giorni dopo, ho deciso di dare il mio personale contributo a questo valore, mettendo a disposizione del movimento una pagina di Terre Verdiane.
Ho telefonato al presidente per comunicargli l’idea e ci siamo incontrati per questa intervista che apre la collaborazione. Giorgio Aiassa, presidente del Movimento Italiano per la Gentilezza, è un uomo che si è fatto da solo, cominciando a lavorare da fabbro all’età di quattordici anni e diventando uno stimato imprenditore, che conosce i valori della vita, da sempre molto attento ai temi del sociale.
Il solo fatto di essere stato tra i sostenitori delle azioni civili di Mario Tommasini e di aver fondato la prima cooperativa di handicappati in Italia, potrebbe essere testimonianza sufficiente del suo impegno civico e morale; ma aver creato in Italia il Movimento per la Gentilezza è un gesto, di questi tempi, straordinario.
“L’ho fatto grazie a due, anzi, tre persone. L’allora sindaco Elvio Ubaldi che, quando ero presidente del Rotary, mi ha spronato a fare, fare ancora di più per gli altri, per la comunità; mia moglie Marta che, dopo quella conversazione, navigando su internet si è imbattuta nel World Kidness Movement che stava organizzando a Singapore il convegno internazionale sulla gentilezza a cui, in pochi minuti, abbiamo deciso di partecipare volando a Singapore per conoscere i protagonisti dell’iniziativa. – ricorda Giorgio Aiassa - Ma il più importante è il protagonista di un episodio che mi è accaduto da ragazzo quando, rimasto a piedi in mezzo alla campagna con un’auto presa a noleggio, ricevetti aiuto da un contadino che mi donò un bottiglione riempito di benzina e tappato con il torsolo di una pannocchia, rifiutando qualsiasi compenso con queste parole, pronunciate in dialetto: “niente, io sono già soddisfatto. Nella vita guardati attorno, c’è molta gente che ha bisogno e non chiede nulla. Aiutala! Anche tu proverai la stessa soddisfazione che provo io in questo momento”.
Un atto di semplice gentilezza che va oltre, molto oltre, alla cortesia con cui, a volte, viene confuso il termine.
“Le parole di quel contadino, pronunciate molti anni fa, ora sono parte integrante di un piccolo biglietto, che abbiamo stampato in migliaia di copie, che riassume la filosofia del nostro Movimento. E’ lo strumento che ogni nostro socio usa quando qualcuno gli chiede come agire, che cosa fare in nome della gentilezza. Ecco, in quel breve testo c’è scritto tutto. A quello seguono i gesti, il senso civico, il valore del vivere bene in una comunità tra persone.”
La conversazione con Giorgio Aiassa prosegue, raccontando le iniziative che il Movimento ha realizzato, tra cui il convegno internazionale sulla gentilezza a Parma nel 2005, i concorsi nelle scuole, concerti musicali, interviste, e i progetti futuri, ma di questo si parlerà nei prossimi numeri.
Restano le parole che lasciano un segno, che invitano ad una riflessione, che mi girano nella testa mentre provo soddisfazione per il mio piccolo contributo. Parole che ritornano mentre cammino in Via Farini, attaccata ad una vetrina vedo una decalcomania a firma del Movimento: la gentilezza è contagiosa.
Luigi Franchi