1995 Km da Santiago

4300 battute 3 scrittori di cui uno sono io e un testimone da passare per raccontare una grande avventura la nascita dei Volatori Rapidi e del loro primo libro. Partiamo subito. Tutto è nato da un errore di quelli da matita rossa. Lo fecero quelli della Porsche ma vai tu a spiegare a un tedesco che ha sbagliato. Per la precisione di errori ne fecero tre invitarci al loro concorso letterario,darci da mangiare e comunicarci che eravamo esclusi dalla finale con i 33 indirizzi mail in bella vista. Copia, incolla e una prima mail era partita. Io pensavo adesso mi arrivano 33 vaffa.....e invece no. Siamo andati a mangiare una pizza. Con uno che all’inizio della cena si chiamava Luigi Tuveri e alla fine in un libro che aveva in mano era diventato Lewis Fucile. Alla fine di altre cene nessuno era più lo scrittore di prima. Qualcuno come me era semplicemente ingrassato qualcun altro stava già pensando perché non facciamo un libro insieme. Per farlo siamo andati a 1995 km da Santiago che poi è l’ostello del mio amico Biffo sulla Via Franchigena. Tieni il pc Federico ora tocca a te
Ecco Ottavio, tutto sudato, che correndo mi passa il testimone: un notebook. Anche Ottavio ha un fisico da scrittore come noi. Io, Angelo ed Ottavio siamo tre grossi scrittori, principalmente come stazza. Siamo scrittori di peso, e che peso. Per sentirci più leggiadri ci chiamiamo VOLATORI RAPIDI. Da trentatré siamo rimasti in diciassette a scrivere il primo volume(1995 KM DA SANTIAGO).No! Non toccatevi. Il secondo (CONFINI) l’abbiamo scritto in sedici, non senza rimpianti dell’unico auto escluso. Perché ti sei auto escluso allora? Il primo libro miete, ancora oggi, premi su premi, soprattutto quelli campagnoli, appunto. Molti Volatori vincono o vengono menzionati a concorsi letterari e non sempre positivamente.
Con una invenzione che tutto il mondo, e non solo, ci invidia: lo Speed Date Letterario, siamo stati al Festival Letteratura di Mantova nel duemilaotto. Organizziamo e partecipiamo a eventi culturali. Non ci fermiamo mai. speriamo di non andare a sbattere.
Ho esaurito le mie battute in tutti i sensi e sono un po’ esaurito anch’io. Piano, piano porto il testimone ad Angelo, tutto avvolto nel suo paltò multi color, che fa tanto PACE nel mondo, quella vera, delle miss Italia (è una battuta!), non quella che disattendono sempre i vari politici di turno. Sbuff! Sbuff! Fiaton! Fiaton! Quanto pesa questo notebook: è una sottomarca. Perché sono anche un po’ no global e ne sono fiero.
Ecco Federico col testimone. Come ultimo mi tocca lo scatto finale, mi lancio dunque in un improbabile riassunto in apnea del nostro primo libro. Il primo racconto parla di una ragazza che sente le finestre suonare e smette di suonare nel secondo c’è uno che vuole imparare le cose mangia dei libri e si incendia la biblioteca nel terzo uno muore perché parla con degli uomini col cappello davanti alla stazione nel quarto uno guida con la nebbia vede degli elefanti e fa a pugni con dei cartaginesi sul Trebbia nel quinto una cartomante che c’ ha delle visioni si fa ispettrice e si fa un ispettore nel sesto c’è una che cuce pantaloni trova un biglietto si sposa e si pestano tutti nel settimo c’è un pubblicitario che parla con la batusa ma la batusa è una statua nell’ottavo c’è una gara fra cavalli e tanto buon senso nel nono uno scende dal pullman e guarda una finestra nel decimo c'è un intreccio con delle canzoni e delle donne nell’undicesimo uno deve dare un esame è un po’ giù d’umore e abita al quarto piano in quello dopo uno prende un pullman dei brutti voti e un due di picche in quello dopo c'è una bimba speciale su un'altalena poi c’è una che parla da sola e decolla con un cavallo di bronzo poi c’è uno che va in bici urlando Gagarin e che guarda gli uomini che camminano sulla Luna poi si va a Fiorenzuola dove la luna è una forma di formaggio e le fragole si raccolgono sulle scale poi ci sono dei tipi sulle nuvole che parlano fra di loro e un camion va in un fienile poi c'è quello del Colagrande che a riassumerlo lo si allungherebbe ma che tira in ballo Calvino e a me Calvino piace molto.
Ottavio Torresendi, Federico Puorro e Angelo Calza