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La religione del dio Economia In libreria il nuovo saggio dello psicanalista fidentino Antoine Fratini

Antoine Fratini è presidente dell'Associazione Europea di Psicoanalisi, membro dell'Accademia Europea Interdisciplinare delle Scienze e membro del direttivo del Fidenza Psicofestival. Tra le sue pubblicazio-ni: Vivere di fumo (Book Editore, Bologna 1991) e Parola e Psiche (Armando Editore, Roma 1999).

L'economia è come un treno in corsa incontrollabile e privo di pro-grammazione per fermarsi. Quel treno ci porta diritto verso il baratro. L'unica strategia rimasta sembra essere quella di prolungare indefini-tamente la sua corsa... L'elevato potere economico da una parte si paga con la carenza di potere interiore dall'altra. Tanto più l'uomo insegue questa forma di potere, quanto più egli si aliena da se stesso e si svuota interiormente, perdendo quei 'poteri' psichici e morali che invece la maggior parte dei popoli animisti pongono in cima alla loro scala dei valori.
Lo scopo della psicoanalisi non può essere quello di creare personalità perfettamente razionali, fredde, distaccate, che sublimano tutta la loro energia psichica nel lavoro in nome di Economia.
L'evoluzione (...) non è per niente facile e non potrà eventualmente realizzarsi che nella prospettiva di secoli; probabilmente dopo avere subito e patito le enormi conseguenze legate al nostro attuale stile di vita.
La psicologia del profondo considera la religiosità una componente naturale dell’animo umano la cui funzione psicologica specifica è quella di tenere unite (dal latino ri-legare) le varie parti della personalità. Senza questa capacità, afferma l’esperto di schizofrenia C.G. Jung, l’umanità sarebbe già perita da tempo. Non tutte le persone però sono necessariamente consapevoli della loro religiosità. I soggetti ossessivi e i tossicomani, per esempio, compiono rituali senza comprenderne il significato, solo perché spinti dai loro conflitti e dalle loro dipendenze. E così è anche a livello collettivo per tutto un popolo. Di norma, quanto meno le religioni ufficiali riescono ad assolvere la loro funzione, tanto più la religiosità inconscia tende a prendere il sopravvento, assumendo forme e modalità inaspettate. Così sembra essere successo alla società moderna che ha finito per attribuire all’economia una valenza assoluta e una dimensione sacra, tanto che oggi il rimettere in questione i suoi assunti di base è considerato quasi un tabù che suscita paura e indignazione. Quando una disciplina che si vuole scientifica, come appunto l’economia, smette di interrogarsi sulle basi ideologiche e psicologiche del suo pensiero, tende inevitabilmente ad irrigidirsi e a suscitare credenze ed aspettative propriamente reli-giose. Si parla allora a giusto titolo di ‘scientismo’.
Quest’opera si propone di indagare questa inconsapevole quanto forte commistione tra religiosità e economia e di indicare una via che permetta di superare lo stato di possessione generalizzata che ne consegue.
Perché l’economia diventi vera scienza, deve per prima cosa fare i conti con le forze che la determinano dall’inconscio.
L’uomo moderno in un certo senso è perfettamente consapevole del potere determinante esercitato dall’economia sulla sua vita e sul suo mondo, ma è del tutto inconsapevole del fatto che Economia è diventato per lui una vera e propria religione con il suo culto, la sua liturgia, i suoi simboli, i suoi sensi di colpa specifici.
Se in questo libro preferisco riferirmi a Economia come a un dio piuttosto che come a un demone, è perché nella nostra cultura occidentale il Male e le figure mitiche che tradizionalmente lo rappresentano sono di norma scacciati, mentre Egli è al contrario accolto, osannato, venerato. In altre parole, al demone Economia vengono oggi accordati la stessa valorizzazione e lo stesso trattamento
solitamente riservati ad un dio. Se l’uomo moderno potesse intravederne la vera natura demoniaca, è lecito pensare che Economia incomincerebbe a perdere parte significativa del suo potere possessivo e probabilmente lo stesso sistema economico, così come per esempio si è rivelato di recente nel crack borsistico americano, con le sue pericolose e irrazionali speculazioni, potrebbe avviarsi verso un ridimensionamento risanante.
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