Ada Ramponi e Walter Riboli: allevatori di capre

A Solarolo Rainerio ci si arriva percorrendo la Strada Giuseppina che collega Cremona a Casalmaggiore, attraverso una pianura punteggiata dall’ordine quasi maniacale dei campi che contrasta con un patrimonio di architettura rurale di ineguagliabile bellezza ma, purtroppo, in molti casi in avanzato stato di abbandono.
Per fortuna che ci sono storie che vanno in controtendenza, a cominciare dalla passione di un ragazzino di 11 anni che si chiama Riccardo (ovviamente trasformato in Ricky) che da grande vuole fare il veterinario e quindi restare in queste campagne.
Ricky, insieme alle sorelle Chiara e Maria Cristina, sono i figli di Walter Riboli e Ada Ramponi che, pensando a loro, hanno trasformato la loro vita di agricoltori stanziali in quella di agricoltori moderni e, mi si passi il termine, geniali.
Entrambi provenienti da famiglie che convivono da generazioni con la terra hanno capito che allevare mucche e fare della monocoltura non sarebbe durato a lungo. Da quel momento i risparmi della loro vita sono stati investiti in una radicale trasformazione dell’attività.
Walter si può dire che nel latte c’è nato perché i suoi genitori e i suoi nonni conducevano una stalla di Frisone, quelle che danno il latte per il Grana Padano, pertanto l’esperienza non gli manca. Ada nella gestione aziendale pure, perché teneva i conti dell’azienda agricola di famiglia.
Nel 2007 hanno trasferito la loro competenza a Corte Bernuzzo, dove oggi è attivo un allevamento di capre che “più bianco non si può”.
Infatti le capre sono tutte di razza Saanen, bianchissime e bellissime.
“Non ne potevamo più di vedere le nostre terre impoverirsi per la scelta preponderante di monocoltura che riduce la fertilità e la forza dei terreni. Così come non riuscivamo a vedere un futuro per i nostri figli in un sistema agricolo basato sull’assistenzialismo. Ma non ci andava l’idea di abbandonare i luoghi in cui siamo cresciuti, la vita che qui ancora si conduce. - raccontano Ada e Walter – Questi sono i motivi che ci hanno spinto a compiere questa scelta.”
Allevare capre in pianura Padana vuol dire scommettere su una produzione di latte e di formaggi che deve costruirsi un mercato quasi dal nulla.
Ada e Walter lo hanno fatto, dapprima girando l’Italia e la Francia per selezionare la razza più adatta, poi investendo in tecnologia, facendo la scelta del biologico, infine cercando un casaro capace. Quest’ultimo si chiama Adriano Ortu, sardo trapiantato a Piacenza, che sta mettendo anima e corpo nella crescita e nel successo di Corte Bernuzzo. Lo stesso impegno si ritrova quotidianamente nelle collaboratrici Fernanda, Grazia e Cinzia, e nei due energici mungitori Michele e Kamal. Accanto al casaro Adriano il giovane Massimo, diplomato in Agraria a Lodi, che, giovanissimo, ha intrapreso il lavoro di aiuto casaro, professione a torto poco ambita tra le giovani generazioni.
“Possibile che non si possa fare la mozzarella con il latte di capra?” gli disse mesi fa Walter con una di quelle intuizioni che confermano il detto “contadino dal cervello fino”.
Tre mesi dopo veniva immessa sul mercato la prima e, ad oggi, unica mozzarella di capra targata Corte Bernuzzo. Un prodotto che ha venti giorni di vita, strepitoso al gusto. Ma la genialità non si ferma qui!
Il latte di Corte Bernuzzo, rigorosamente di capra, è confezionato in un packaging della svedese Ecolean, che assomiglia ad un bric con tanto di manico gonfiato ad aria e la possibilità di richiudersi ermeticamente.
“Non è facile vendere latte e formaggi di capra per un immaginario collettivo che li considera prodotti di difficile digeribilità, dagli strani odori, mentre è vero esattamente il contrario. – afferma Walter - Le proprietà del latte di capra vantano un ridotto contenuto di grasso e lattosio ideale per l’alimentazione infantile e, di conseguenza, di tutti. Anche per questo abbiamo dato vita allo spaccio aziendale che garantisce quel percorso di filiera corta oggi tanto invocato. “
Non è facile ma le soddisfazioni non sono tardate ad arrivare perché i prodotti di Corte Bernuzzo sono molto apprezzati, stando ai visitatori dello spaccio, piuttosto che le richieste che arrivano sempre più numerose di fornitura dalla rete del commercio alimentare.
Le trecentocinquanta capre bianche di Corte Bernuzzo sono avvisate, tra non molto avranno più compagnia.
Luigi Franchi